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Giovan Battista della Porta (in Italian only)

1535-1615

Giovan Battista della Porta, terzogenito di un'agiata famiglia campana, grazie alla favorevole situazione economica, poté dedicarsi fin da giovane interamente agli studi. Ebbe, inoltre, la possibilità di viaggiare in Italia e in Europa, grazie al lavoro del padre che prestava servizio alla Corte dell'imperatore Carlo V (1500-1558). Della Porta fu un eclettico indagatore della natura e si interessò, fra l'altro, di cosmologia, geologia, botanica, ottica, alchimia, magnetismo, fisiognomica e crittografia; nel 1558 pubblicò la Magia naturalis sive de miraculis rerum naturalium libri IV (Napoli, 1558), un'opera, iniziata appena quindicenne, che lo tenne impegnato lungo tutta la vita in approfondimenti e aggiunte. La Magia naturalis svela alcuni segreti della natura, dimostrando che alla base di molti fenomeni ritenuti misteriosi vi sono cause naturali. Tradotta in diverse lingue e oggetto di svariate edizioni, lo rese famoso sia in Italia che in Europa. Intorno al 1560 riunì presso di sé l'Accademia Secretorum Naturae; gli affiliati, per appartenervi, dovevano dimostrare la paternità di una qualche scoperta scientifica. Nell'Accademia, però, l'accento non cadeva sul metodo sperimentale, che caratterizzò in seguito la rivoluzione scientifica, ma sul meraviglioso. Della Porta fu accusato di praticare la magia e l'Accademia dovette chiudere, anche se al suo fondatore non fu fatto divieto di proseguire gli studi.

Il mago-scienziato fu ascritto nel 1610 all'Accademia dei Lincei e la sua firma precede quella di Galileo, che fu associato l'anno seguente. A Galileo il Della Porta contese il primato sull'invenzione del telescopio, come egli stesso scrisse in una lettera a Federico Cesi (1585-1630) nell'agosto del 1609: "[lo strumento è] una coglionaria [...] presa dal mio libro 9 de refractione". Molti degli avversari di Galileo utilizzarono questo argomento per indebolire l'impatto delle novità celesti. Oltre che filosofio naturale Giovan Battista della Porta fu anche commediografo: a lui si devono 14 commedie e due tragedie. Morì a Napoli nel 1615.