Museo Galileo
Portale Galileo
english
Vita > Personaggi > Francesco Barberini

Francesco Barberini

1597-1679

Francesco Barberini nacque a Firenze nel 1597. Intrapresi gli studi giuridici, letterari e filosofici a Pisa, si laureò nel 1623. Il 6 agosto di quello stesso anno salì al soglio pontificio lo zio Maffeo Barberini, con il nome di Urbano VIII (1568-1644), che lo chiamò immediatamente presso di sé e lo creò cardinale il 2 ottobre. Il Barberini iniziò così una rapida carriera ecclesiastica che lo portò a ricoprire diverse cariche e a ricevere molti benefici, fra i quali il governatorato di Tivoli e di Fermo e le abbazie di Grottaferratta e Farfa. In lui si incentrò il rafforzamento politico ed economico della famiglia da parte del nuovo papa. Francesco Barberini fu nominato da Urbano VIII “cardinal nipote”, raggiungendo così la più alta carica dello Stato. In questa veste fu inviato in Francia per cercare una mediazione nella guerra della Valtellina.

Galileo conobbe probabilmente Francesco Barberini quando ancora era studente a Pisa. A partire dal 1623, i rapporti si intensificarono: il cardinale fu fatto membro dell’Accademia di Lincei in un ottica celebrativa che mirava, con la dedica al papa del Saggiatore (Roma, 1623), a rassenerare gli animi in vista di una riabilitazione del copernicanesimo rivelatasi poi inutile. In svariate occasioni manifestò stima nei confronti di Galileo, anche se i buoni rapporti si sarebbero incrinati per l’affaire che esplose con la pubblicazione del Dialogo (Firenze, 1632) e con il conseguente processo. Fu comunque interlocutore privilegiato della diplomazia toscana nei vari tentativi di alleviare a Galileo i disagi del processo e della prigionia.

Dopo la morte di Urbano VIII, come buona parte della famiglia, il Barberini riparò in Francia per evitare ritorsioni da parte del nuovo pontefice. Al ritorno a Roma riprese le proprie attività; in particolar modo continuò a curare la celebre biblioteca Barberiniana. Morì il 10 dicembre del 1679.