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Michelangelo Galilei

1575-1631

Michelangelo Galilei nacque il 18 dicembre del 1575 a Firenze. Dopo la morte del padre Vincenzo Galilei (c. 1520-1591), avvenuta quando era poco più che ragazzo, si affidò completamente al fratello maggiore. Suonatore di liuto come il padre, provò a cercare un impiego in patria, ma senza successo. Per questo Galileo nel 1593 decise di mandarlo in Polonia, dopo avergli procurato un lavoro presso un nobile locale.

Nel 1599 Michelangelo si trasferì nuovamente a Firenze, dove Girolamo Mercuriale (1530-1606), attraverso i propri contatti, lo aiutò a cercare un posto come musicista alla corte medicea. Purtroppo anche questo tentativo fallì e Michelangelo ripartì alla volta di Cracovia. Galileo sostenne le spese di questo nuovo viaggio, nella speranza che finalmente il fratello trovasse una degna sistemazione e lo potesse aiutare nel mantenimento della numerosa e dispendiosa famiglia, tutta al femminile. Al contrario, però, il soggiorno polacco durò poco, perché l'inquieto Michelangelo, nemmeno due anni dopo, si trasferì in Lituania, da dovesi impegnò a contribuire al pagamento della dote della sorella Livia (1578-?), come emerge dal contratto stipulato da Galileo con il futuro cognato Taddeo Galletti nel gennaio del 1601. Dieci mesi dopo di Michelangelo non si era saputo ancora nulla, e tanto meno erano arrivati i soldi della dote. Questi continui silenzi e dilazioni incrinavano sempre di più il rapporto non facile fra i due fratelli.

Dopo alterne vicende che lo videro nuovamente in Italia, ospite a Padova presso Galileo, finalmente Michelangelo trovò un impiego stabile come musicista di Corte a Monaco di Baviera. Una lettera del 1608 a Galileo fornisce qualche nota del carattere di Michelangelo: " ho ricevuto la vostra gratissima, et bene che quello che mi havete scrit[to] sia stato tutto lamentevole, pure mi son rallegrato in veder che non mi disprezzate tanto quanto mi andavo inmaginando… Voi dite che ho speso una gran somma di denari in un desinare: questo non vi nego; ma considerate che questo desinare fu alle mie nozze, dove non si poteva far di manco, perché ebbi da 80 persone, tra le quali ci erano molti signori d'inportanza et inbasciadori di 4 principi et volendo far a l'usanza di questo paese, et per non rimaner in vergogna, fui forzato a fare quello che di manco era inpossibile… So che direte che dovevo lasciar star di tor moglie, et considerare alle nostre sorelle. Dio mio benedetto, stentar tutto il tempo della mia vita per avanzar quattro soldi per darli poi alle sorelle!… Più a lungo non mi estenderò: vi pregherò bene che mi vogliate tener per vostro buon fratello, et siate sicuro che con ogni mio potere vederò di darvi qualche sollevamento, poi che per mia colpa dite di trovarvi in tante angustie. Scusatemi, ché quello che non ò fatto, è mancato da non haver il modo" (Ed. Naz. vol. X, p. 192).

Gli anni a Monaco furono allietati dalla nascita di ben otto figli, i quali contribuirono ad aggravare le già precarie condizioni economiche di Michelangelo. Così questi fu costretto nel 1627, confidando ancora una volta nella generosità del fratello maggiore, a far trasferire l'intera famiglia a Firenze, a eccezione del primogenito, Vincenzo (1608-?), che fu mandato a studiare a Roma, e della secondogenita, Mechilde, che Michelangelo tenne con sé a Monaco. La scelta di far mantenere la propria famiglia dal Primario Matematico e Filosofo del Granduca di Toscana fu determinata da quella che ormai si configurava come una condizione di vera e propria miseria, aggravata dalle vicende della Guerra dei Trent'anni.

Sintomo di una debolezza psicofisica e caratteriale, il progredire del vizio del bere, del quale egli stesso si mortificava col fratello nell'aprile del 1628: "Io sono in bisogno non piccolo, et ò spesa pur gagliarda alle spalle, rovinandomi col vino, e pur non posso far senza" (Ed. Naz. vol. XIII, p. 408). La vita dell'inconcludente, eppure amato, fratello si concluse nel gennaio del 1631 "avanti a le feste dell'Epifania". A Galileo rimase in eredità la preoccupazione per il sostentamento della vedova, Anna Chiara Bandinelli (?- tra il 1633 e il1636), e dei nipoti, che nel frattempo erano tornati a vivere in Germania.

Michelangelo, dotato di reale talento, oltre a essere musicista pubblicò anche un'opera dal titolo Primo libro d'intavolatura di liuto (Monaco, 1620).