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Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo (1632)

Pur non essendo riuscito per le vie diplomatiche a far riabilitare dalla Chiesa il sistema eliocentrico e il moto della Terra, Galileo non rinunciò a scrivere la sua opera cosmologica, da sempre nei suoi progetti. La sua attenzione si era soffermata a lungo sui moti di marea, nei quali pensava di aver individuato (e non del tutto a torto, anche se non aveva perfettamente compreso tutte le cause del fenomeno) la prova fisica della combinazione fra moto diurno e moto annuo della Terra. Ma nel timore di un'evidenza non confinata all'ambito matematico, il papa pretese, fra l'altro, che questo non fosse l'argomento centrale del libro. Il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo ripercorre perciò tutti capi salienti della convinzione geocinetica di Galileo, la sostanza della Luna, i satelliti di Giove, le macchie solari, la relatività del moto, e (diluite fra gli altri) le maree, con la contrapposizione sì di tutti gli argomenti portati in contrario dai sostenitori di sistemi cosmologici geocentrici e geostatici, ma con indizi più stringenti della loro maggior plausibilità, conditi da inequivocabili lezioni di metodo. Nonostante le mille precauzioni, il Dialogo fu proibito e Galileo condannato all'abiura.