Museo Galileo
Portale Galileo
english
Opere > Sala di Lettura > Sidereus nuncius (1610)

Sidereus nuncius (1610)

Usando il cannocchiale per la prima volta come strumento scientifico e non come oggetto stravagante degno solo di curiosità, Galileo esplorò il cielo. Ai suoi occhi non apparvero solo le meraviglie della natura, ma le prove fisiche che molte delle teorie astronomiche in voga, risalenti ad Aristotele, erano in realtà false. Nel Sidereus nuncius (cioè il messaggero che viene dal cielo ad annunciare le nuove scoperte) Galileo dà conto dei risultati delle sue osservazioni della Luna, della Via Lattea, e soprattutto di quattro satelliti di Giove svelati per la prima volta. Le nuove scoperte confutavano anche alcune presunte prove che i sostenitori del sistema aristotelico-tolemaico portavano contro la teoria della mobilità della Terra, e contribuirono così a rafforzare le convinzioni copernicane di Galileo. Tante eclatanti rivelazioni spinsero il Granduca di Toscana a chiamare Galileo a Firenze come Primario Matematico e Filosofo di Corte.