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Niccolò Aggiunti

1600-1635

Di nobili origini, Niccolò Aggiunti, dopo aver iniziato gli studi a Perugia si trasferì a Pisa, dove si addottorò in filosofia e in giurisprudenza. Nelle discipline scientifiche ebbe come maestro Benedetto Castelli (1577/8-1643), il quale scorse in lui ben presto un enfant prodige e lo introdusse nella cerchia dei discepoli di Galileo. Nel 1626, sollecitato dallo scienziato pisano, il Granduca di Toscana Ferdinando II de' Medici (1610-1670) lo chiamò ad occupare la cattedra di matematica nello Studio pisano. Nella Oratio de mathematicae laudibus (Roma, 1627), che Galileo giudicò degna di essere inviata in dono a Johann Kepler (1571-1630), Aggiunti affermò, dimostrando di aver fatto suo l'approccio epistemologico del maestro, che tutte le discipline scientifiche hanno basi e fondamenti geometrici. Divenuto fedelissimo di Galileo, nel periodo successivo al processo l'Aggiunti, assieme a Geri Bocchineri, provvide a far sparire dalla casa di Arcetri le carte dello scienziato che, se fossero cadute nelle mani dell'Inquisizione, avrebbero potuto comprometterlo ulteriormente. Morì prematuramente nel 1635.